Opi e Pescassaroli, la linea Gustav e le bombe

Nell’ottobre del 1943 il Comando tedesco emanò l’ordine di evacuazione dei Comuni che si trovavano immediatamente a ridosso della linea Gustav. L’ordine fu preceduto dalla convocazione presso Alfedena di tutti i podestà ed i sacerdoti dei Comuni coinvolti. IL COMANDANTE TEDESCO RENDE NOTO il 26 Ott./1943 I Podestà dei Comuni di Scontrone e Villa Scontrone,… Continua a leggere Opi e Pescassaroli, la linea Gustav e le bombe

Gli sfollati, i prigionieri e le suore tedesche di Cappelle

Anche a Cappelle dei Marsi trovarono rifugio numerosi sfollati ed ex-prigionieri scappati dal campo di concentramento di Avezzano. Molti degli sfollati erano abitanti di Alfedena, Castel di Sangro e Cassino che non erano riusciti a riparare a sud; a tale riguardo, Giovanni Salucci in “Cappelle dei Marsi” scrive: «Le loro storie d’avventura e di miseria… Continua a leggere Gli sfollati, i prigionieri e le suore tedesche di Cappelle

Giugno 1944: l’esercito neozelandese risale lungo la Valle Roveto

Dopo la presa di Cassino e la rottura della linea Gustav, tra la fine di maggio e l'inizio di giugno del 1944 gli Alleati puntano verso Roma e il nord Italia. Mentre gli Americani procedono verso la Capitale, l'esercito neozelandese è chiamato ad abbattere le ultime resistenze tedesche nella Valle Roveto per poi raggiungere Avezzano… Continua a leggere Giugno 1944: l’esercito neozelandese risale lungo la Valle Roveto

“De niente èmmo padroni. De paura”

Quella di Vincenza Cipollone è una delle 140 testimonianze dalle quali è nato il libro "Padroni di niente", e nelle sue memorie scorrono episodi e sensazioni che sembrano ancori vive, anche a 75 anni dalla fine dell'occupazione tedesca. Vincenza era allora una ragazza di 26 anni e all'epoca dell'intervista (2019), a 101 anni, ricordava con… Continua a leggere “De niente èmmo padroni. De paura”

Peppino Testa, Morrea e un giuramento

Subito dopo l’armistizio, Morrea divenne “territorio libero” e nei mesi di occupazione tedesca accolse ben 5.800 fuggiaschi di diversa origine e appartenenza. Il 22 settembre del '43, infatti un solenne giuramento fu pronunciato da Don Savino Orsini, Giuseppe Testa, Pietro Casalvieri e Ugo Antonio Gemmiti, i quali si impegnarono ad «assistere, nutrire e salvare migliaia… Continua a leggere Peppino Testa, Morrea e un giuramento

Padre Antonio Tchang, il frate cinese che si salvò grazie ai pastorelli

Padre Antonio Tchang era un francescano nato in Cina nel 1911. Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu nominato cappellano di un campo di internamento e nel 1941 ricevette dalla Santa Sede l’incarico di assistente spirituale del campo di Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo, dove tanti cinesi erano rinchiusi in una struttura… Continua a leggere Padre Antonio Tchang, il frate cinese che si salvò grazie ai pastorelli

Il soldato che voleva passare le linee nemiche ma tornò indietro, “a casa”

Antonio Ricciardi era uno dei soldati "sbandati" rifugiatisi a Cese in seguito alla notizia dell'armistizio diffusa l'8 settembre 1943. Per mesi fu ospitato dalla famiglia di Nazareno Marchionni e Maria Cosimati ed a marzo del 1944 tentò di oltrepassare le linee nemiche per tornare a casa, a Palermo. Così avrebbe poi raccontato quel disperato tentativo… Continua a leggere Il soldato che voleva passare le linee nemiche ma tornò indietro, “a casa”

I Camiz, una famiglia ebrea rifugiata a Rovere

La storia di Rovere nei mesi di occupazione tedesca s’intrecciò intensamente con le vicende di una famiglia ebrea fuggita da Roma subito dopo l’annuncio dell’armistizio. Questa straordinaria storia è stata recentemente raccontata da Paolo Camiz, che al tempo aveva 5 anni, in un libro che mette insieme i propri ricordi personali con le lettere e… Continua a leggere I Camiz, una famiglia ebrea rifugiata a Rovere

Ernesto Dimpflmeier, quel tedesco antinazista innamorato di Ovindoli

Ernesto Dimpflmeier era un tedesco dissidente di origine ebraica. Negli anni ‘30 si era tanto innamorato di Ovindoli da decidere di avviare qui un’attività alberghiera assieme alla madre. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Ernesto era stato chiamato alle armi dall’esercito tedesco ed aveva assolto il servizio come interprete presso la sede della Luftwaffe a… Continua a leggere Ernesto Dimpflmeier, quel tedesco antinazista innamorato di Ovindoli

“Viva San Giovanni! La guerra è finita!”

Nei mesi di occupazione tedesca la Valle Roveto fu particolarmente interessata dai bombardamenti delle truppe anglo-americane, intenzionate a rallentare i rifornimenti tedeschi verso la linea Gustav. Italia Bianchi ha fornito in particolare una testimonianza ricca di note sulle vicende accadute a Civitella Roveto in quei mesi. «Io avevo solo 9 anni, ma porto impresse nella… Continua a leggere “Viva San Giovanni! La guerra è finita!”